La pellicola diretta da Ubaldo Santoro e Anna Rita Santoro incanta la 1ª Mostra del Cinema di Conegliano con un tributo commovente al genio visionario della settima arte.
CONEGLIANO — Il grande cinema torna a far sognare e celebra uno dei suoi padri fondatori. “Fellini – Un docufilm”, la nuova opera firmata dai registi Ubaldo Santoro e Anna Rita Santoro, continua a riscuotere un importante successo di pubblico e critica, affermandosi come una delle testimonianze culturali più significative nel panorama contemporaneo.
Un ponte ideale da Venezia a Conegliano
Dopo la prestigiosa presentazione nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la pellicola ha fatto tappa al Campus San Francesco per la 1ª Mostra del Cinema di Conegliano – Colline del Prosecco. Tre giornate intense — dal 2 al 4 ottobre — dedicate a proiezioni, tributi ai grandi classici e incontri d’eccezione.
L’evento è nato dalla sinergia tra la direzione operativa di Valentina Vendrame, la direzione artistica di Claudia Conte (giornalista e conduttrice Rai) e Maximilian Law, con la presidenza onoraria dell’attore e regista Giorgio Pasotti. A dare ulteriore prestigio alla kermesse, la presenza dell’attrice Martina Stella, madrina dell’evento, e di Giancarlo Giannini, insignito del Premio Cima da Conegliano. Proprio Giannini, nel suo toccante discorso, ha voluto rendere omaggio al maestro riminese, ricordandolo come un insuperabile genio del cinema mondiale.
All’edizione della Mostra del Cinema di Conegliano hanno preso parte diversi ospiti tra registi, attori, attrici, musicisti e cantanti, tra cui Serena Da Re, Anna Maria Citino, Vanny Tonon, Diego Pagotto, Riccardo Leonelli, Daniele Tessaro, Giovanni Esposito, Esterina Spader, Giacomo Arrigoni, Maria Guerriero, Mal, Igor Righetti, Debora Scalzo , Thomas Toffoli, e Alessandro Bressanello.
”Un inno all’amore per il cinema”
Tra gli interventi più significativi spicca quello della direttrice artistica Claudia Conte, che ha descritto la pellicola come un vero e proprio “inno all’amore per il cinema”.
Secondo la giornalista, l’opera ha il merito di riportare al centro della scena la passione autentica, un sentimento che oggi rischia di affievolirsi in molti ambiti della società moderna: «Fare le cose con il cuore è il punto di partenza imprescindibile. Se un giovane desidera diventare un calciatore ma non ama profondamente il calcio, non andrà lontano; bisogna partire dall’amore per ciò che si fa, perché è la passione che porta al vero risultato, non la mera ricerca del successo o dei guadagni. La stessa identica regola vale per gli attori e per tutti i lavoratori dello spettacolo.»
La magia della regia: trasformare la memoria in lezione vivente
Attraverso una regia sapiente ed empatica, Ubaldo Santoro e Anna Rita Santoro sono riusciti a trasformare la memoria storica di Federico Fellini in una lezione attuale e vibrante. Intessendo un mosaico di immagini di repertorio, testimonianze e attente analisi psicografiche ed emotive, il duo registico ha regalato al pubblico un’opera capace di risvegliare l’incanto e il rispetto profondo per la settima arte.


