In occasione della Milano Fashion Week, la stilista Ilaria Vitagliano, con il brand che porta il suo nome, ha firmato una delle sfilate più seguite ed apprezzate del panorama del beachwear. Nell’ambito dell’evento di Yes Brand Milano abbiamo potuto ammirare non solo costumi, ma anche caftani, kimoni, pantaloni e camicie perfettamente abbinati per una donna che, con raffinatezza e classe, non passa di certo inosservata! A voi l’intervista con la stilista e ideatrice della collezione!
Ti abbiamo ammirato durante la sfilata di Yes Brand Milano, raccontaci com’è andata questa tua esperienza.
M è piaciuta tantissimo ed è stata organizzata anche benissimo. Solamente non stavo bene perché ero influenzata quel giorno. Infatti anche per il fitting ci ha pensato il caro Michele, però alla fine è riuscito tutto, penso alquanto bene. Le modelle tutte carissime e anche la location molto bella.
Ilaria Vitagliano è il tuo brand. Come e quando è nato?
Facevo l’indossatrice per altre aziende, anche di costumi e abbigliamento e frequentando queste aziende anche durante le fiere, e oltre ad indossare, vendevo anche. Avevo questa peculiarità di essere brava sia nell’indossare ma anche poi di vendere il prodotto, perché durante le fiere, lo sappiamo, ci sono i buyer. Entravo molto in sintonia con i clienti, creando abbinamenti e coordinati. Alla fine posso dire di essermi un po’ inventata il mio mestiere, perché io sono laureata in Scienze della Comunicazione. Dopo la triennale avevo già il mio marchio che andava abbastanza bene. I miei primi clienti sono stati dei libanesi e di Dubai e poi un gruppo della Grecia. Questo lavoro me lo sono, tra virgolette, cucito addosso, me lo sono proprio inventata daccapo e così nel 2006 è nato il mio brand: Ilaria Vitagliano – Luxury Beachwear. Io in realtà, pensa, nella vita volevo fare la cantante. Generalmente mi affido a un team tra modellista, laboratori vari che sviluppano le mie idee.

Uno scatto durante la sfilata di Ilaria Vitagliano a Yes Brand Milano
Come mai hai deciso di occuparti di beachwear e non del più classico abbigliamento?
Il mio concetto di costume è sempre stato un concetto di costume che va oltre, diciamo, il beach, il mare. Quindi dal mare, dalla mattina al tramonto, ma anche per gli aperitivi, ma piuttosto anche per le serate. Perché se tu vedi comunque, a parte il costume, creo pantaloni, sai, lurex e laccetti che, abbinati ad un costume intero creano un effetto tuta.
Le tue ispirazioni, invece, quali sono?
Di solito vado sempre a fare ricerca di mercato in alcune fiere del settore, però seguo anche un po’ le tendenze e i colori che andranno l’anno dopo, perché noi, devi sapere, creiamo la collezione l’anno prima per l’anno dopo. Mi ispiro sempre comunque ad una donna elegante, sofisticata, non esageratamente nel trash e volgare, perché come ho detto anche a sfilata, purtroppo oggi sembra che ti metti nuda davanti ai social e fai hype. La mia è una collezione che abbraccia un pubblico che va dalle sedicenni e arriva fino alle over 50. È una modellistica diversa, non solo lo slippino piccolo come solo il triangolino, ma piuttosto io inserisco dei reggiseni che abbracciano comunque un seno anche più importante, il tutto poi è coordinato con il famoso fuori acqua, quindi che può essere camicie, kimoni, caftani, pantaloni… perché è bello essere stilosi anche in spiaggia!

Al centro la stilista Ilaria Vitagliano, durante la premiazione a fine fashion show
Tu sei del sud, per la precisione di Napoli, e quindi quanto incide nelle tue scelte stilistiche e soprattutto quanto sei legata alla tua terra?
Sono super legata alla mia terra. Racconto sempre anche nelle mie collezioni che, mi ispiro ad una donna che ha tanti valori e che non abbandona la propria terra. Una donna che può essere casalinga, ma che può essere anche una donna a cui piace viaggiare, a cui piace divertirsi, però ricordando sempre da dove proviene e quali sono le proprie radici. Quindi Napoli per me comunque è molto importante nella collezione, però vendendo anche fuori Napoli cerco di abbracciare anche un pubblico più ampio.
Tu sei madre di due ragazzi, hai un compagno, qual è la difficoltà più grande nell’ essere donna e imprenditrice?
Allora, stai toccando un tasto dolente. Proprio quest’anno dopo un periodo di lavoro intenso, perché non è solamente la progettazione e l’ideazione, ma anche avere a che fare con i clienti, con i fornitori, ecc… ho avuto un cedimento e sono stata in ospedale. Sono impegnata davvero al 90% sul mio lavoro, questo è vero e veramente dedico poco tempo alla mia famiglia, dove per fortuna ho degli aiuti. I miei figli lo sanno che amo fare questo lavoro, ma poi, tra l’altro, lo fai anche un po’ per loro. Adesso sto cercando di coinvolgerli, sai, con la bimba di dieci anni ad esempio dico: “Allora, Viola, disegniamo questo capo, mettiamo i cartellini vicino alle mutandine”. Non è facile, Enrica, perché io, per esempio, a luglio non sono stata molto bene, arrivi a un punto dove lo stress è talmente alto che il fisico si è fermato.

Il tuo sogno nel cassetto, qual è?
Non ho un sogno specifico, però ti posso dire ch prendo tutto quello che la vita mi prospetta e cerco di farlo crescere. Per esempio, questa cosa di essere presente coi la mia linea alla Rinascente per me è stata una cosa bellissima, inaspettata. Non pensavo di entrare comunque in un nostro department store che è forse uno dei più importanti in Italia. Quindi, probabilmente, uno dei miei sogni del cassetto sarà quello, appunto, di essere presente in quanti più multibrand possibili importanti nel mondo e poi, magari, chi lo sa, un bel monomarca in Via Monte Napoleone.
Che consiglio ti senti di dare ad una ragazza che sogna di fare un po’ quello che fai tu?
Direi che oltre alla teoria devono mettere in pratica e anche affiancare qualche azienda, sai, fare uno stage potrebbe essere un’ottima partenza!

Ancora un momento della bellissima sfilata di Yes Brand Milano che ha visto, tra i protagonisti, Ilaria Vitagliano

