Vyan, una cecchina curda, è sopravvissuta alla guerra reprimendo le proprie emozioni. Quando scopre che la sorella minore, creduta morta nell’assalto dell’ISIS del 2014, potrebbe essere ancora viva a Mosul, torna in una città segnata dalla morte e dalla distruzione. La sua ricerca si trasforma in una missione di salvataggio, ma anche in un doloroso confronto con il trauma che per anni ha tentato di seppellire.

COMMENTO DEL REGISTA
La mia ispirazione sono state le donne curde che hanno scelto di opporsi all’oscurità e di combattere l’ISIS. Il loro coraggio mi accompagna dal 2014, quando le ho incontrate in prima linea: donne costrette a convivere con la paura, la perdita e l’incertezza, eppure decise a non arrendersi. Per me, questo film è anche un ritratto delle donne curde che da generazioni lottano per la propria dignità, la propria libertà e il diritto di esistere. Sebbene la storia si svolga in una zona di guerra, parla innanzitutto di speranza, di amore e di forza. Nel cuore di un conflitto brutale ho visto anche gesti di cura, solidarietà e umanità, e sono immagini che non ho mai dimenticato. Questo film è anche profondamente personale. Sono nato nel Kurdistan iracheno e da bambino sono fuggito in Norvegia. So cosa significa perdere la propria casa e vivere nell’incertezza. Attraverso la storia di Vyan, voglio rendere omaggio alle donne che hanno rifiutato di piegarsi all’oscurità e hanno scelto di combattere non solo per se stesse, ma anche per la libertà degli altri.
| Regia: | Halkawt Mustafa |
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| Interpreti: | Avan Jamal, Thorbjørn Harr, Kanar Sarchl, Kader Jalal |
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